BIRRA ARTIGIANALE ITALIANA PILSNER 4.8% VOL.
VENDUTA IN CONFEZIONE DA 24 BOTTIGLIE DA 33CL.
Descrizione prodotto
La produzione della Birra Pilsner della Lorenzo Amedeo Marchi, si svolge in 7 punti:
1°) Macinazione del malto d’orzo
la tipologia si chiama proprio Pilsner, dal quale la birra prende il nome. E’ un malto base che usiamo al 100% in questa ricetta. La macinazione non genera farina, piuttosto un macinato più grezzo. Si tende a spaccare il seme in 6 parti circa.
2°) Ammostamento in sala cotta
si aggiunge il macinato di malto all’acqua ad una temperatura iniziale di 50°C, fase definita ammostamento. La temperatura viene alzata fino ai 62°C e mantenuta per un’ora circa.
In questa fase avviene l’estrazione dello zucchero dal malto d’orzo e la creazione del mosto di birra zuccherino. Si procede con l’innalzamento della temperatura a 78°C per terminare il processo di estrazione zuccherina, fase chiamata “mash out”.
Il tutto avviene nel macchinario che viene chiamiamo “sala cotta”.
3°) Filtrazione del mosto
il mosto viene trasferito in un secondo tino, detto di filtrazione, dove per gravità si fa sedimentare la componente corpuscolata del malto d’orzo (glumelle del seme ed eventuale residuo solido) e il mosto si pulisce.
4°) Bollitura
il mosto filtrato viene riportato nel tino di ammostamento e la temperatura innalzata fino a bollore. La bollitura del mosto è una fase fondamentale perché permette di sanificare il mosto eliminando contaminazioni batteriche – elimina il DMS (dimentilsolfuro), che genera gusti sgradevoli come il cavolo cotto e la verdura cotta.
In questa fase aggiungiamo il luppolo, infiorescenza dell’omonima pianta, che amarica e profuma il nostro prodotto. La varietà utilizzata per la Pilsner è il Saaz, luppolo originario della Repubblica Ceca, delicato e sapido, e un pizzico di Cascade, ossia luppolo americano molto amaro e profumato, con sentori resinosi, che dona alla Pilsner un pizzico di modernità. La bollitura dura circa 90 minuti.
5°) Raffreddamento
il mosto bollito passa in uno scambiatore di calore che, per passaggio di acqua fredda in contro-flusso, raffredda istantaneamente il mosto e lo porta alla temperatura ideale per il passaggio successivo, ovvero 14°C.
6°) Fermentazione
il mosto raffreddato viene collocato nei fermentatori, e qui inoculiamo il lievito. Questa specifica varietà è un Saccaromices Carlsbergensis che lavora a bassa temperatura, tra i 12 e i 14 °C. Per questo le Pilsner si definiscono basse fermentazioni, per la temperatura di fermentazione a cui lavora il lievito. Questa fermentazione dura 7-10 giorni, al termine dei quali il lievito ha completato la fermentazione degli zuccheri del mosto, trasformandolo in birra. (Si dice che il birraio fa il mosto, ma è il lievito che fa la birra). A questo punto abbattiamo la temperatura a circa 2°C e manteniamo per un mese. Per legge (e per scelta) non filtriamo nè pastorizziamo le nostre birre, ma le puliamo dai residui di lievito con questo passaggio a freddo. Il lievito così si deposita sul fondo del fermentatore e viene spurgato ogni 2 giorni fino al completo “illimpidimento” naturale della birra.
7°) Condizionamento in bottiglia
la birra così prodotta viene imbottigliata


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